La meditazione non è un momento distaccato dal resto della nostra esistenza, non consiste quindi nel chiudersi in uno spazio di separazione dai problemi e dalle relazioni. All’opposto è la possibilità di ritrovare occhi e cuore accoglienti per saper osservare la realtà, noi stessi e il nostro prossimo in modo lucido, meno condizionato dall’emotività e quindi più sapiente.
Nella pratica meditativa facciamo esperienza di ciò che significa “essere presenti”, ovvero stare con l’attenzione e vivere nel presente. Questo ci porta ad apprezzare il valore di ogni istante, di ogni azione e di ogni respiro. In quel luogo interiore la vita è semplicemente coscienza pura.
Trovato “il luogo”, possiamo scoprire come sia possibile come soggiornarvi momento per momento.
Ho imparato ad essere felice là dove sono.
Ho imparato che ogni momento
di ogni singolo giorno
racchiude tutta la gioia,
tutta la pace, tutti i fili
di quella trama che chiamiamo vita.
Il significato è risposto in ogni istante.Herman Hesse
Hesse collega questo saper vivere il momento al significato della vita stessa. La vita è il presente, e allo stesso tempo tutta la nostra storia. Non c’è motivo di aspettare per iniziare a vivere davvero, il momento è sempre quello giusto. L’adesso è quel puntiforme spazio-tempo che contiene il senso del tutto.
Ognuno di noi,
anche quando non ne ha coscienza,
sta giocando la partita
della propria eternità.Christian Bobin
Questo luogo interiore, come questo momento, non ha confini di spazio ne di tempo, è il “qui e ora”, è l’attimo presente, allo stesso tempo è l’infinito e l’eterno. Quindi non esiste un momento meno importante di un altro, ma la “partita della propria eternità” si sta giocando proprio adesso, che ne siamo coscienti o meno.
Nel qui e ora abita anche il “per sempre”
Tocca a noi provare ad abitare ogni istante della vita,
solo così potremmo attribuirle la parola “eterna”.Giorgio Bonati
Sperimentando e vivendo il presente iniziamo ad assaporare il significato dell’eterno.
La meditazione è una palestra in cui ci alleniamo ad accogliere ogni istante come preziosissima goccia di vita, per portare questo “stile interiore” nella quotidianità di ogni gesto, parola, azione. Questa è spiritualità: allora possiamo aprirci alla contemplazione, alla fede e alla preghiera.
Citazioni qui sopra da: Noi siamo infinito, fraternità di Romena, anno XX – n. 15
L’infinito (Giacomo Leopardi)
Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma, sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quiete
io nel pensier mi fingo, ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s’annega il pensier mio:
e il naufragar m’è dolce in questo mare.
Leopardi ha scritto questa poesia nel 1819, quando aveva 21 anni, ispirato dall’esperienza che fece sul “monte Tabor” di Recanati, vicino a casa sua.
Nella solitudine (ermo colle) e nel silenzio sentì quell’infinito che è indescrivibile, percepibile solo con l’intuizione, l’immaginazione e la sensibilità. Una esperienza che si può raccontare e descrivere solo “dopo” e non durante, in quanto toglie il fiato e rapisce completamente l’anima.






