Carissimi,
comunico che SNAMI, il sindacato a cui sono iscritto, ha aderito allo sciopero previsto per i giorni 15 e 16 settembre. Le motivazioni sono tante e difficili da elencare esaustivamente, ma è in atto da tempo un progressivo peggioramento delle condizioni lavorative di noi medici di assistenza primaria. Le previsioni per il futuro, considerando le scelte politiche in corso e già programmate, sono da noi considerate ulteriormente peggiorative per tutti, medici e assistiti.
Il nostro ruolo si fonderà con quello della guardia medica e noi medici di famiglia in futuro potremmo essere obbligati a lavorare anche nei sabati, festivi e di notte. Questo porterebbe a non garantire più la presenza del medico nel proprio ambulatorio (ad esempio dopo un turno di notte), portando quindi progressivamente a sparire l’attuale modello di medico di famiglia, per favorire quello dell’ambulatorio centralizzato con medico di turno.
A causa del carico assistenziale sempre più elevato, della burocrazia asfissiante cui siamo sottoposti e di condizioni organizzative sempre meno favorevoli, i giovani scelgono sempre meno di diventare medici di medicina generale, preferendo altre strade, e anche molti medici già incaricati lasciano questa professione (ad esempio pensionandosi il prima possibile). La carenza di medici è già forte e tende ad aumentare, questo spingerà ulteriormente verso il modello di “medico a ore”. Nella nostra zona siamo molto fortunati, ma vi sono aree in cui non ci sono più medici di famiglia da tempo e le persone si devono spostare per decine di kilometri per poter raggiungerne uno.
Noi che abbiamo scelto questa professione crediamo nel rapporto diretto e continuativo con gli assistiti, perché sappiamo quanto questo possa essere importante per la salute, quindi la cura e la prevenzione delle malattie. Perdere questa prerogativa significherebbe mettere a rischio la salute dell’intera società, favorendo una medicina settoriale e frammentata, non più adeguata ai bisogni di salute di una popolazione con tanti anziani e malati cronici.
«Non possiamo trasformare la Medicina Generale in una sorta di fast food della sanità, nel quale il cittadino trova semplicemente il professionista di turno. I problemi complessi, le cronicità e la fragilità non si gestiscono attraverso una successione di ambulatori e professionisti che non conoscono la storia del paziente. Stiamo già osservando gli effetti di questo continuo rimbalzo tra chi è di turno nelle AFT [Aggregazioni Funzionali Territoriali] rispetto i pazienti che poi tornano come boomerang al proprio curante». «I medici convenzionati sono i medici dei loro pazienti, non sono proprietà delle Aziende sanitarie. Difendere la Medicina Generale significa prima di tutto tornare a difendere questa relazione» (Roberto Pieralli, presidente SNAMI Emilia-Romagna).
Per le motivazioni suddette aderirò allo sciopero. Le urgenze e le prestazioni indispensabili saranno comunque garantite.
Un caro saluto
dott. Pier Luigi Masini
Alcuni riferimenti per chi vuole approfondire:
Canale Substack SNAMI Emilia-Romagna
https://www.ilrestodelcarlino.it/rimini/cronaca/turni-infiniti-e-troppa-burocrazia-337972cb
https://www.newsrimini.it/ultima-ora/medicina-generale-15-e-16-settembre-lo-sciopero-di-smi-e-snami

