Una serata guidata dal dott. Pier Luigi Masini per vivere la profonda esperienza della mindfulness in gruppo e mettersi all’ascolto del Sé profondo.
Luogo: Verucchio (Rimini).
Prenotazione obbligatoria.

Con il progetto Gaia è possibile portare in classe un momento di consapevolezza psicofisica attraverso gli strumenti teorico-pratici offerti dalle moderne neuroscienze e dalle antiche discipline meditative e corporee.
Gli obiettivi
L’obiettivo principale di questo progetto è di favorire una maggiore espressione delle emozioni, aumentare la capacità di concentrarsi, rinforzare l’autostima e la coesione nel gruppo classe, educare alla sostenibilità e ai diritti umani per una cittadinanza globale, e infine aiutare quei soggetti che hanno difficoltà comportamentali.
Il corso prevede momenti teorici, pratiche di ascolto e movimento corporeo, respiro consapevole, momenti di condivisione e confronto. La finalità degli incontri è, in breve, quella di sviluppare maggiori consapevolezza e benessere psicofisici. Le pratiche proposte sono validate scientificamente da numerose ricerche psicologiche e cliniche internazionali che ne provano l’efficacia in termini di:

Con gli alunni
In classe, insieme all’insegnante. Il protocollo è applicabile, con opportuni adattamenti, a classi di ogni ordine e grado a partire dall’ultimo anno della scuola materna. Percorso di 12 incontri di 1 ora ciascuno a cadenza settimanale.
Formazione per gli insegnanti

Formazione teorico-pratica specificamente dedicata agli insegnanti. Percorso di 12 incontri di 1 ora, oppure 6 incontri di 1 ora e mezza ciascuno a cadenza settimanale.
Modalità e costi
Il percorso è proposto in maniera totalmente gratuita.
Per approfondimenti
Pagina di questo sito relativa al Progetto Gaia-Benessere Globale
Presentazione pdf ufficiale del progetto Gaia
Per informazioni
Visitare la pagina Contatti.
Sono aperte le iscrizioni, per l’anno scolastico 2016-2017, per l’applicazione del Progetto Gaia – Benessere Globale con le classi di scuola di ogni ordine e grado.
Viene nuovamente riproposto il percorso formativo per insegnanti, già effettuato nel precedente A.S con notevole successo.
Per qualsiasi informazione si veda la pagina relativa al progetto e la pagina Contatti.
Il dolore è la forma di sofferenza che opprime quasi chiunque soffra di una malattia o una condizione clinicamente significativa. Nelle forme dolorose croniche, in particolare, la sofferenza fisica e psicologica diventa continua, rendendo la vita assai difficoltosa e limitata. Il dolore occupa uno spazio nell’esistenza di quella persona, rubandone ad attività, relazioni, interessi. Si tratta di una delle principali cause di sofferenza e disabilità, infatti il dolore cronico affligge moltissime persone (quasi il 20% della popolazione) [1] e la maggior parte delle persone anziane (circa il 60%) [2].
La terapia del dolore può essere impostata e gestita nei modi più svariati, a seconda del quadro clinico sottostante, delle caratteristiche della persona, delle componenti che ne determinano l’esperienza, e delle preferenze di medici e pazienti. Le varie possibilità in genere non si escludono le une alle altre, ma al contrario possono essere utilizzate in maniera sinergica per ottenere effetti più significativi.
Vediamo di seguito alcune tecniche terapeutiche utilizzabili nel dolore acuto e cronico (non tratterò tecniche specifiche).
Tipicamente vengono utilizzati farmaci, in sequenza e/o associazione, che vanno dal paracetamolo, ai FANS (farmaci antinfiammatori non-steroidei), agli oppioidi minori, fino agli oppioidi maggiori, che sono i più potenti in assoluto.
Bisogna considerare che questo tipo di trattamento spesso non è risolutivo, determina una riduzione del dolore, ma non porta a miglioramento della patologia che lo ha generato. Inoltre gli oppioidi vanno incontro a tolleranza, per cui sono necessarie dosi progressivamente superiori per ottenere lo stesso effetto (salvo quando lo stato doloroso è in spontaneo miglioramento, come dopo un trauma o un intervento chirurgico). Tutti i farmaci possono avere effetti collaterali, soprattutto se utilizzati a lungo.
L’agopuntura è una terapia con evidenza di qualità alta in: dolore lombare, cervicale, al ginocchio, oncologico, da travaglio di parto. Ha un’evidenza di qualità moderata in: dolore alla spalla, epicondilite, dolore dell’anca, dolore postoperatorio, fibromialgia. [3]
In generale non ha effetti collaterali e tende a vedere l’individuo nella sua interezza piuttosto che curare il sintomo o la malattia.
Il dolore affligge tutta la persona ed è largamente influenzato dall’esperienza e dall’interpretazione che ne fa il soggetto che lo prova. Per questo trovare altri modi per vivere il rapporto col corpo e con le sue sensazioni (compreso il dolore) può condurre al miglioramento della qualità della vita, anche in corso di malattie croniche.
La mindfulness è una pratica meditativa che determina ottimi risultati nella riduzione del dolore acuto e cronico, anche nei casi in cui la risposta agli oppioidi è ridotta da un uso prolungato. In questo caso, infatti, uno studio scientifico ha dimostrato che l’effetto analgesico non è dovuto all’attivazione del sistema oppioide presente nel nostro sistema nervoso centrale [4].
Per approfondire puoi leggere l’articolo del 16 marzo 2016 su Le Scienze dal titolo “Il sollievo dal dolore che viene dalla meditazione” [5].
In realtà l’attività meditativa può anche determinare rilascio di oppioidi endogeni (endorfine), quindi essenzialmente si è dimostrato che agisce anche in modi diversi. Le endorfine, oltre all’effetto analgesico, portano ad una sensazione di euforia e leggerezza, che riduce le preoccupazioni e l’ansia. [6]
La pratica meditativa ha molti altri effetti positivi sulla persona, per approfondire vedi gli altri articoli su questo sito. [7]
Siamo esseri fatti per muoverci, la sedentarietà è fortemente lesiva per il metabolismo, l’apparato cardiovascolare, la memoria, e tante altre funzioni fisiologiche. L’attività fisica, soprattutto eseguita all’aperto, è fonte di benessere per tutta la persona.
Un’attività fisica moderata è indicata per tutti e ha un effetto positivo sul controllo del dolore. Chi è affetto da dolore cronico tende a muoversi poco, per la paura e la percezione del fastidio associato al movimento, ma è ben provato che il movimento e un’attività fisica adeguata determinano miglioramento del dolore stesso. [2]
Chi soffre di dolore cronico, fa uso terapeutico di oppioidi e non ottiene più sufficiente controllo del dolore, oppure preferisce non utilizzarli per scelta, ha altre armi per cercare di ottenere una migliore qualità della vita.
Possiamo decidere o discriminare un momento in cui l’essere umano diventa persona? Si tratta di un processo graduale, che dipende da variabili e capacità acquisite, o piuttosto origina da un evento iniziale oltre il quale non è più eticamente corretto metterlo in discussione?
Nell’articolo di Andreas Hofer, pubblicato su ProVita il 18 luglio 2016 e da cui ho tratto il titolo di questo articolo, viene evidenziato come una certa cultura di morte proponga di non considerare persone gli embrioni, i malati terminali o in stato vegetativo, i portatori di handicap gravi, gli anziani non autosufficienti. Tutto questo deriva da una visione utilitaristica delle persona stessa, secondo cui chi non è ancora, o non è più, in grado di produrre ed apportare benessere alla società può anche essere eliminato.
Credo, invece, che il concetto di persona sia indissolubilmente legato a quello della vita umana, che nasce dal concepimento e termina con l’ultimo respiro.
Una visione che pone al centro la Vita, quindi, non può mettere in discussione il valore della persona basandosi su aspetti quantitativi, ma la rispetta a prescindere da essi, per il solo fatto che esiste.
Una delle preoccupazioni più grandi delle persone che incontro è quella di sviluppare malattie. Spesso riscontro poca fiducia nel funzionamento del proprio organismo e, oso dire, anche nella vita stessa. Al contrario, tanta fede viene riposta nella medicina preventiva e negli esami diagnostici, ma anche nella potenziale cura farmacologica.
Senza togliere nulla ai grandi risultati dei mezzi che oggi abbiamo a disposizione, non dobbiamo dimenticarci della capacità del nostro corpo di autogestirsi e autoregolarsi e della responsabilità che abbiamo nella cura di noi stessi. Questo significa dare fiducia alla vita (inteso in tutti i sensi) e accorgersi allo stesso tempo che essa è nelle nostre mani. La Natura sa cosa fare e come farlo, credo che la fotografia possa esprimerlo: tutto appare sano e rigoglioso.
Per quanto importante possa essere curarsi appropriatamente in caso di malattia, si tratta sempre di qualcosa che facciamo “in ritardo”. La prevenzione vera (primaria) è quella che arriva in tempo per evitare lo sviluppo della malattia stessa.
Non amo pensare che una malattia sia un difetto dell’organismo, mentre sono convinto che sia il risultato di una complessa interazione tra svariati fattori: ambiente, personalità, alimentazione, stile di vita, emozioni, cura del sonno, predisposizione, ecc.
La genesi di una malattia è complessa almeno quanto la persona stessa. Aumentare la consapevolezza di Sé significa accorgersi di come si sta vivendo e poter correggere il tiro sulla base di un sentito profondo, che può essere soltanto vero, oltre che unico per quella specifica persona. In questo senso la psicosomatica può venirci in aiuto e darci gli strumenti per affrontare la conoscenza di noi stessi e attuare cambiamenti dove necessario.
Lo sviluppo di un tumore è rappresentato da una prima alterazione cellulare che la porta ad una moltiplicazione ripetitiva, senza controllo, creando un tessuto anomalo. Questo tessuto col tempo può occupare eccessivamente spazio alterando localmente l’organismo, produrre sostanze tossiche ed eventualmente disseminarsi in altre aree del corpo (metastasi).
Normalmente una cellula alterata viene riconosciuta e distrutta dal sistema immunitario, per cui non è possibile che si moltiplichi. La funzionalità di questo sistema è pertanto fondamentale ed esso è ampiamente connesso a tutti gli altri sistemi dell’organismo, come ben descritto dagli studi di PsicoNeuroEndocrinoImmunologia. Alimentazione, eventuale integrazione, e gestione dello stress sono la base per un suo funzionamento ottimale, necessario anche in caso di malattia conclamata.
Un tumore può svilupparsi più facilmente in un ambiente molto sollecitato da infiammazione e stimoli ormonali eccessivi. Anche qui il nostro modo di essere, di comportarci, e di interagire col mondo (alimentazione compresa) sono essenziali.
Lo stile di vita è rappresentato da abitudini e scelte che attuiamo ogni giorno. Oggi è ben documentato quanto questo possa influenzare la nostra salute e, in particolare, possa contribuire a prevenire malattie cardiovascolari, tumori e diabete. La stessa proprietà viene attribuita anche alla pratica regolare della mindfulness, che può entrare a far parte a pieno titolo dello stile di vita della persona.
La AIRC (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro) propone 10 punti fondamentali per uno stile di vita anti-cancro. Fermo restando quanto ho espresso e considerando quanto aggiungo in conclusione, mi trovo molto d’accordo sulle proposte descritte, tutte basate su evidenze scientifiche. Le riassumo brevemente di seguito, rimandando alla pagina specifica dell’associazione per la descrizione.
Cosa manca a questo decalogo (in parte sul sito AIRC sono descritte altrove):
Tutto questo ha un senso più profondo quando riusciamo a vivere la vita nell’ascolto di noi stessi, con fiducia, gioia e libertà.
Nota bene: Questo articolo, come gli altri di questo sito, è volutamente semplificato e non ha la pretesa di spiegare approfonditamente le cause delle malattie, la loro prevenzione e la loro cura. Pertanto non sostituisce il consiglio o il parere medico.
L’uomo è la specie più folle: venera un Dio invisibile e distrugge la Natura visibile, senza accorgersi che la Natura non è altro che quel Dio che venera.
La libertà non si esprime lasciando liberi gli impulsi in qualsiasi momento. Chi non sa gestire i propri desideri e le proprie emozioni Continua la lettura di Il guerriero interiore
“Autentiche pratiche di meditazione provenienti dall’Oriente cristiano e dalle grandi religioni non cristiane, che esercitano un’attrattiva sull’uomo di oggi diviso e disorientato, possono costituire un mezzo adatto per aiutare l’orante a stare davanti a Dio interiormente disteso, anche in mezzo alle sollecitazioni esterne”.
card. Joseph Ratzinger
LABORATORI DI CONSAPEVOLEZZA DELLE RELAZIONI
MASCHILE-FEMMINILE
Esperienze di sviluppo del potenziale umano nella coppia e nelle relazioni
Con il dott. Nitamo Montecucco e lo staff del Villaggio Globale
4/5 Giugno e 11/12 Giugno 2016
Villaggio Globale di Bagni di Lucca
Il Laboratorio è GRATUITO (escluso contributo inclusivo dei pasti e la tessera associativa) per chi non ha mai frequentato i corsi del Dott. Montecucco
Un gruppo per tutti!
La coppia e le relazioni stanno cambiando profondamente, sei pronto al cambiamento o ti senti bloccato in vecchi modi di pensare e di comportarti? Scopri nuovi modi di comunicare e di relazionarti. Apriti ad altre energie, fai conoscenza con il Maschile e il Femminile dentro di te.
Lavoro sul corpo, emozioni, tantra, bionergetica, comunicazione empatica, apertura delle sensazioni del corpo.
Per informazioni e prenotazioni:
Associazione Villaggio Globale Aps, Villa Demidoff, 55022 Bagni di Lucca (LU)
Tel. 0583.86404; info@villaggioglobale.eu; www.villaggioglobale.eu;
Inizia un nuovo percorso di gruppo basato sul Progetto Gaia-Benessere Globale!
VERUCCHIO (Rimini)
Martedì 31 maggio 2016
ore 9:00
Conduttore: Pier Luigi Masini (Medico)
TERMINE ISCRIZIONI: venerdì 27 maggio
Informazioni
Il programma completo prevede 12 incontri, in seguito ai quali verrà offerta la possibilità di continuare il percorso intrapreso.
Come iscriversi
Inviare una email a info (chiocciola) pierluigimasini.it indicando nome, cognome, età, e un recapito telefonico.
Per chi è già iscritto
Coloro che si sono già iscritti (o si iscriveranno) riceveranno direttamente comunicazioni più dettagliate via email.
Primo incontro ad accesso libero:
Martedì 17 maggio 2016 ore 9:00 – 10:30
oppure
Mercoledì 18 maggio 2016 ore 18:00 – 19:30
Condotto da
dott. Pier Luigi Masini
Medico, medicina olistica, psicosomatica PNEI
dott. Pablo Vignoni
Psicologo, master in “Mindfulness Psicosomatica e Crescita Personale”
Presso
NAMASTÈ – IL TEMPIO DEL BENESSERE
via Cupa (dietro SCM) – Villa Verucchio (Rimini)
Per sapere di cosa si tratta vedi la pagina: Progetto Gaia-Benessere Globale
Sito del progetto: www.progettobenessere.org
Ieri pomeriggio, 26 aprile 2016, si è tenuta la presentazione del Progetto Gaia presso l’auditorium della scuola primaria Gianni Rodari di Villa Verucchio (Rimini), dedicata agli insegnanti dell’Istituto Comprensivo “Ponte sul Marecchia”. Relatori sono stati il dott. Pier Luigi Masini (medico) e il dott. Pablo Vignoni (psicologo).
Un’incontro partecipato, in cui gli insegnanti hanno potuto conoscere gli elementi alla base del progetto e sperimentare anche un breve assaggio della tecnica base di consapevolezza, la Mindfulness Psicosomatica. La proposta di proseguire con altri 6 incontri, per poter approfondire gli aspetti teorici e sperimentare direttamente le pratiche del programma, ha trovato ampia adesione, con 30 iscritti.
Un sentito ringraziamento va a tutti i partecipanti, alla Direzione, che ha approvato il percorso formativo, e all’assessorato alla Scuola del Comune di Verucchio, che ha appoggiato la proposta.
Vedi anche: Progetto Gaia-Benessere Globale
CONVEGNO GRATUITO PREVIA ISCRIZIONE
28-29 Maggio 2016 – Palazzo Ducale Piazza Napoleone – Lucca
27° Convegno Nazionale di Psicosomatica PNEI
L’INCONTRO TRA NEUROSCIENZE, PSICOTERAPIA, MEDICINA ED EDUCAZIONE
PROTOCOLLO MINDFULNESS PSICOSOMATICA
LE NEUROPERSONALITA’
Dalle Neuroscienze la “Mappa del Cervello Emotivo” per una nuova comprensione delle personalità umane e dei disturbi psicosomatici
Due giorni di conoscenze scientifiche, emozioni e workshops esperienziali
Ospiti d’onore:
Prof. Ervin Laszlo, Filosofo della scienza, candidato al Nobel per la Pace, Dott.ssa Bélen Hallende Presidente dell’isola El Hierro, Canarie
Tutte le informazioni e la possibilità di iscriversi sono sul sito del Villaggio Globale.
Riconoscere e sciogliere i nostri schemi emozionali automatici ci permette di ritrovare un nostro modo di essere spontaneo e profondo. Tensioni ed emozioni trattenute, idee e pensieri con cui ci identifichiamo, ci allontanano dalla possibilità di esprimerci per ciò che realmente siamo. Riconoscerci ci consente di esprimere noi stessi in maniera più autentica. Prendere consapevolezza della nostra identità profonda e favorirne l’espressione nelle relazioni ci permette di ridare importanza al senso di noi stessi, favorendo la qualità delle nostre relazioni e della nostra vita.
Con la dott.ssa Silvia Ghiroldi, presso il Villaggio Globale di Bagni di Lucca.
Chiudendo gli occhi e portando l’attenzione al nostro interno possiamo scoprire un ricco mondo inesplorato. Ciò che proviamo in quel modo è il nostro tesoro, siamo noi. Possiamo sentire esattamente quello siamo, vivere questo momento e accorgerci che non è necessario identificarci con i nostri pensieri, col nostro corpo, con ciò che facciamo. Siamo e basta, qui e ora.
Questo mondo interiore, se accolto senza giudizi e catalogazioni, è puro, vero e libero. Puro perché non contaminato dall’esterno, vero perché è reale e vivo, libero perché non condizionato dai giudizi.
Tutto questo si chiama consapevolezza. Mindfulness è il termine inglese internazionalmente utilizzato per identificare questa modalità di approccio alla vita e la pratica meditativa che ne permette l’acquisizione.
Vivere in consapevolezza significa sentire chi siamo e che ci siamo, riconoscendo le nostre potenzialità e il ruolo che abbiamo nel guidare le nostre esperienze e le nostre relazioni, acquisendo di conseguenza anche fiducia in noi stessi e nella vita.
Per vivere il presente in questo modo abbiamo bisogno di un forte radicamento nel corpo. La mente facilmente vaga tra passato, presente e futuro, immaginato e reale, pensiero e consapevolezza di ciò che ci circonda. Il corpo invece, essendo fisico, vive nel presente e ci rimanda infinite sfumature sensoriali ed emotive. Attraverso esso, senza dimenticare che siamo un’inscindibile unità vivente, possiamo conoscere meglio la nostra interiorità e i nostri vissuti, è quindi essenziale sentirlo e ascoltarlo.
La consapevolezza parte dal nostro respiro, che in qualche modo nutre, rappresenta, ed esprime la nostra stessa vita.
Praticare la mindfuness significa dedicare del tempo a noi stessi e al miglioramento del nostro benessere globale. Tantissimi studi medico-scientifici ne hanno dimostrato l’efficacia in termini di miglioramento del benessere psicologico e corporeo, della performance cognitiva, della memoria, della capacità di attenzione, della capacità di affrontare lo stress e il carico emozionale, dell’empatia, dell’intelligenza emotiva, e di manifestazioni corporee come il dolore cronico e le tensioni muscolari. Più tecnicamente, all’elettroencefalogramma (EEG) è possibile rilevare un aumento della coerenza interemisferica cerebrale con onde armoniche e picco alfa e theta, associati ad un miglior flusso informazionale e coordinamento funzionale tra le regioni del cervello. Al contrario, tracciati EEG a bassa coerenza interemisferica sono stati associati a stati depressivi e psicotici, a bassa consapevolezza di Sé, e all’invecchiamento. Altri studi hanno dimostrato che specifiche aree del cervello deputate all’attenzione, all’integrazione emozionale e alla memoria sono più sviluppate nelle persone che praticano la meditazione.
Oltre a questa esperienza psicofisica si aggiunge quella spirituale: vivendo in consapevolezza abbiamo la grande possibilità di sperimentare in maniera semplice, reale e consapevole, che la nostra esistenza va oltre il nostro corpo, una sorta di “livello energetico”, che ci connette con quel Tutto di cui facciamo parte.
Conoscere le nostre profondità significa quindi anche aprirsi all’infinito, acquisendo un senso di appartenenza e di pace interiore, i quali non possono che portare all’amore di Sé, del nostro prossimo e di tutto ciò che ci circonda. Questo è assolutamente in linea con qualsiasi orientamento religioso. Il credente può fare un’esperienza che rafforza e ravviva la propria fede, ma anche il non credente può aver modo di conoscere senza tramiti il mondo spirituale.
Ecco perché la mindfulness è la pratica base della psicosomatica olistica: a partire da questa consapevolezza possiamo lavorare su noi stessi e recuperare l’integrità della nostra esistenza, formata da psiche, corpo, socialità e spiritualità. Uno stato “centrato” e “integrato” è quindi alla base del nostro benessere globale.
Per iniziare a vivere in consapevolezza è necessario praticarla con una certa costanza. Per questo occorre dedicarvi un po’ di tempo in un ambiente non disturbato. Il modo migliore è partecipare ad un gruppo, la mia proposta si chiama Obiettivo Benessere Globale (contattami se sei interessato, guarda la sezione Eventi se ci sono incontri aperti prossimamente), altrimenti lo si può fare anche da soli, ad esempio seguendo una traccia audio-guida (vedi ad esempio qui).
Vedi anche:
TERAPIE NON FARMACOLOGICHE E INTEGRATE PER LA CURA DELLE CEFALEE
La mindfulness è un processo di coinvolgimento della persona in una consapevolezza totale, diretta e attiva verso ciò che sta accadendo proprio qui e ora, al mio respiro, al mio corpo, alla mia mente (pensieri e sentimenti), a tutti i fenomeni interni ed esterni.
Edo Shonin e William Van Gordon, tra i massimi esperti di mindfulness, vi introdurranno a livello teorico e pratico agli interventi basati sulla mindfulness di seconda generazione.
Le ricerche hanno dimostrato l’efficacia della mindfulness per patologie psichiche e fisiche.
Evento accreditato ECM per psicologi e medici, patrocinato da Ordine degli psicologi della Lombardia.
Fonte e info: www.sephirah.it
Sabato 5 marzo ore 21,00 Sala del Podestà, Piazza Cavour, l’Istituto di Scienze dell’Uomo in collaborazione con la Civica Biblioteca Gambalunga, Italia Nostra, il gruppo GAS di Rimini e Aboca, presentano il libro:
Vita e natura. Una visione sistemica di Fritjof Capra, P. Luigi Luisi (Aboca edizioni, 2014)
Presenta e modera: Mauro Bergonzi, Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”
Parteciperà: Pier Luigi Luisi, autore del libro
Negli ultimi trent’anni, nella scienza d’avanguardia, è emersa una nuova concezione sistemica della vita. Complessità, reti, network e pattern di organizzazione hanno ricevuto una rinnovata attenzione portando a un approccio innovativo, detto approccio “sistemico”.
Ingresso libero e gratuito
Fonte: http://www.bibliotecagambalunga.it/primo_piano/pagina354.html