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Siamo fatti d’amore e per la felicità

Farfalla
Perché la foto di questa farfalla? Questa bellissima creatura è semplicemente sé stessa, non pretende altro. Nella sua coda manca un pezzetto (nota che non è simmetrica, a destra è mozzata): anche questa è una sua caratteristica, che la rende unica, ed è specchio del suo passato, che evidentemente è stato traumatico. Non per questo ha perso la sua natura, continua a vivere nella libertà. Quando riconosciamo la meraviglia di cui siamo fatti, ma anche le difficoltà che ci hanno plasmato, possiamo amarci semplicemente così come siamo.

Tutto ciò che esiste è in relazione col resto dell’Universo, la relazione è in grado di plasmare, e quando crea è amore. Siamo quindi fatti d’amore e pertanto il nostro scopo è essere felici, ma per essere felici dobbiamo essere liberi.

Essere liberi significa poter esprimere totalmente la nostra indole, il nostro spirito interiore, la nostra verità. La paura di sbagliare, essere giudicati o puniti sono tutti ostacoli che sopprimono ciò di cui siamo fatti: l’amore.

“Amerai il prossimo tuo come te stesso” (Mc 12,31): per amare il prossimo è necessario che prima impari ad amare te stesso! Non puoi amarti se non sei libero, se non sei nella verità. Infatti “la verità vi farà liberi” (Gv 8,32).

Quando non siamo liberi, veri, e quindi felici, abbiamo sentimenti contrastanti, non riconosciamo noi stessi. In questo soffocamento interiore iniziamo a vivere emozioni negative, che si esprimono nella mente tanto quanto nel corpo. I sintomi di tutto questo diventano un malessere più o meno localizzato, ma spesso generalizzato. Il nostro essere non si esprime più come vorrebbe e a livello psichico insorgono depressione, ansia, conflitto, paura, chiusura e stanchezza. Quella parte bloccata della nostra interiorità si rispecchia in un blocco più corporeo, che a lungo andare può diventare vera e propria malattia.

Quando un uomo è felice?

Don Oreste Benzi - foto_Mario_Rebeschini

Qualche anno fa, parlando con Don Oreste Benzi (1925-2007, fondatore della Comunità Papa Giovanni XXIII, in corso il processo di beatificazione) gli ho chiesto quando, secondo lui, un uomo è felice. Mi ha risposto:

“un uomo è felice quando il suo essere incontra il suo io”.

Poi ha proseguito: “Questo ‘io’ lo conosce veramente solo Dio, e solo attraverso di lui possiamo trovarlo”. Mi sembra davvero un bello spunto per riflettere sul nostro modo di vedere la vita e di cercare la via per la felicità, un modo “ecumenico” di vedere il nostro rapporto con Dio. Nel nostro ”io” si trovano la realizzazione, la felicità, la pace e la serenità di ognuno di noi. Perché non cercarlo assiduamente?

[fonte foto: http://unpastoalgiorno.apg23.org/it/45-Chi_siamo/90-Il_nostro_fondatore/]