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Meditazione e Benessere Globale al parco

Un momento per ritrovarsi, praticare la meditazione mindfulness, mobilizzare e attivare il corpo secondo le nostre usuali modalità. Lo faremo in semplicità e amicizia, in un luogo molto adatto.

Porteremo i nostri tappetini, eventualmente un rialzo (cuscino duro o anche sgabello) per sedersi più comodamente, mantenendo 2 m di distanza dagli altri partecipanti.

Chi abita lontano potrà seguire la diretta su Facebook (si prega di specificarlo in un commento per miglior organizzazione), la registrazione verrà messa a disposizione anche per seguirla in differita.

In caso di maltempo l’incontro si terrà comunque online.

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Meditazione serale al parco

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Lo Stress e i Fattori che ci aiutano ad affrontarlo

silhouette photography of man illustration

In questo momento di pandemia molte persone riferiscono di sentirsi sotto stress e mostrano notevoli difficoltà nell’affrontarlo e gestirlo.

In questo articolo cerco di descrivere l’argomento in modo semplice e alla portata di tutti, riportando anche i fattori che possono aiutarci a migliorarne la gestione. Di seguito un piccolo approfondimento per i più curiosi, un po’ più complesso, ma comunque credo comprensibile anche a molti “non addetti ai lavori”.

COSA SI INTENDE PER “STRESS”

Lo stress è qualcosa a cui tutti siamo sottoposti quotidianamente, ma non è necessariamente negativo. In un certo senso, e in accordo con la visione scientifica attuale, lo stress è come una ginnastica: se la pratichiamo in modo corretto, regolare e senza eccessi, ci fa bene. Essere quindi attivi e sottoposti a compiti che siamo in grado di compiere, seppure con fatica, impegnati in relazioni anche non sempre semplici, ci fa bene e rende la nostra unità bio-psico-socio-spirituale efficiente, reattiva e realizzata.

La totale assenza di stress significa quindi monotonia e magari anche isolamento, per cui, per rimanere sull’equivalenza con l’attività fisica, corrisponde ad una totale sedentarietà.

SUPER-STRESS O NON-STRESS?

Vi sono persone che stanno molto bene sul divano per giornate intere (ma sappiamo che questo non è salutare per molti aspetti) e altre invece che se non corrono o non si allenano in palestra stanno malissimo. Questo è in relazione alla nostra personalità, alle nostre esperienze (prenatali, infantili, adolescenziali e successive) e alle nostre abitudini, ma in merito allo stress è ben noto che alcuni di noi ne hanno bisogno una discreta quantità, mentre altri tendono a non sopportarne la benché minima presenza.

Andando per eccessi, chi non vorrebbe per nulla essere stressato può tendere a chiudersi, evitando le relazioni sociali, o a non impegnarsi in compiti difficoltosi. Questo può portare ad una reazione depressiva, che favorisce anche non pochi disturbi fisici (ad esempio alcune malattie neurodegenerative, o l’obesità). Lo stesso potrebbe succedere a chi è abituato a continui stimoli che ad un tratto vengono meno.

Chi, invece, sente il bisogno di essere continuamente stimolato rischia l’eccesso: diventare iperattivi e superimpegnati può far stare malissimo, in quanto può portare a sentirci ingabbiati dalle incombenze e in ansia, contribuendo allo sviluppo di insonnia e disturbi fisici di svariato genere (ad esempio disfunzioni intestinali, diabete mellito, disturbi cardiovascolari, ecc.). Reagirà in modo simile chi fatica a sopportare lo stress quando viene messo sotto pressione.

Altri fenomeni associati ad una precaria gestione dello stress sono ad esempio disturbi della memoria, difficoltà di attenzione e labilità emotiva.

Lo stress quindi va modulato, e non annullato. Proprio come una ginnastica. Siamo in genere abbastanza in grado di affrontare i cambiamenti e le sfide della vita, ma non è detto che i nostri adattamenti non siano anche deleteri per la nostra salute. E’ importante quindi cercare di imparare a gestire meglio lo stress.

MODULARE LO STRESS

woman doing yoga meditation on brown parquet flooring

Il cervello, per tutta la vita, è dotato di una plasticità che gli consente di rispondere a stimoli che lo fanno ammalare, ma anche che lo aiutano a riprendersi.

Tra i fattori a nostra disposizione che contribuiscono efficacemente ad un miglioramento della gestione dello stress sono stati riscontrati:

1) meditazione, in particolare mindfulness (vedi le mie proposte Obiettivo Benessere Globale e Meditazione e Benessere Globale online), basta praticarla per 8 settimane per avere riscontri effettivi;

2) ascoltare musica regolarmente;

3) coltivare il senso dell’umorismo, ridere;

4) favorire l’eubiosi intestinale, ovvero la presenza di batteri che facilitano un corretto funzionamento intestinale e del sistema immunitario;

4) dieta adeguata;

5) attività fisica regolare e adeguata (non troppo intensa);

6) coltivare amicizie e buoni rapporti sociali;

7) studiare argomenti di interesse e fare esercizio mentale (non eccessivo);

8) passare del tempo in ambienti tranquilli e all’aperto, come corse o passeggiate al parco e nei boschi.

Tutto questo significa assicurarci dei momenti che ci diano la possibilità di prenderci cura di noi stessi, di coccolarci e di farci del bene.

Se non ci riesci a farlo da solo puoi valutare i percorsi che propongo.


UN APPROFONDIMENTO

Ormai 50 anni fa sono stati scoperti recettori per glucocorticoidi (ormoni rilasciati dalla corteccia surrenalica sotto stimolo dell’asse ipotalamo-ipofisario) nell’ippocampo, una struttura cerebrale impegnata nella regolazione emotiva, nella memoria e nell’apprendimento. È quindi ben compreso come non vi sia solo un circuito discendente, ovvero dal cervello al surrene, e nemmeno solamente un circuito di feedback negativo, ma una precisa risposta del cervello stesso al cosiddetto “ormone dello stress” (il glucocorticoide cortisolo, anche se in realtà nel cervello si trovano anche recettori per mineralcorticoidi, altri ormoni surrenalici). Questa risposta si può configurare come modulazione epigenetica dell’attività neuronale, formazione o destrutturazione di sinapsi e variazione del numero di dendriti.

Uno stress accettabile porta ad una reazione di adattamento, in sé positiva: miglioramento del metabolismo cerebrale e corporeo, aumento delle sinapsi e dei dendriti, ingrandimento di aree deputate alla memoria e alla gestione delle sfide (come amigdala, ippocampo, corteccia prefrontale mediale). Uno stress eccessivo e cronico porta invece ad un meccanismo di difesa delle stesse strutture cerebrali, altamente sensibili ai glucocorticoidi, con conseguente riduzione dei neuroni e delle loro connessioni, fatto rilevabile anche con risonanza magnetica.

Sono stati riscontrati fattori neuroprotettivi provenienti da diversi organi e apparati dell’organismo, in relazione agli stimoli che questi ricevono. Ad esempio sono protettivi nei confronti della gestione delle emozioni e dello stress insulina (dal pancreas), IGF-1 (dal fegato), catepsina B (dai muscoli), osteocalcina (dall’osso). Questo, in parte, spiega il miglioramento della sensibilità allo stress e della gestione emotiva in seguito ad attività fisica o modifiche dietetiche.

Gli effetti dei glucocorticoidi possono essere espressi con un grafico ad U rovesciata: sono i livelli intermedi a dare le risposte migliori a livello neurale, influenzando positivamente, ad esempio, la nostra capacità di imparare, memorizzare, affrontare eventi stressanti. Livelli troppo bassi o eccessivi possono invece portare a gravi problemi comportamentali, adattativi (plasticità neuronale), emotivi ed affettivi, fino a sindromi psichiatriche vere e proprie come disturbo bipolare, depressione maggiore, disturbo post-traumatico da stress, disturbi di panico.

FATTORI INFLUENTI SULLO STRESS E SULLA SUA GESTIONE

Vi sono fattori fisici particolarmente influenti su tutto questo. Possono creare difficoltà ad esempio la sindrome metabolica, l’insulino-resistenza, ritmi circadiani alterati, disturbi del sonno, vita troppo sedentaria.

L’ambiente socioculturale, le condizioni economiche e le esperienze di vita hanno un grande peso sulla gestione dello stress e sulla salute generale delle persone. Povertà, abusi infantili, avversità ed abbandono nell’infanzia, sono fattori fortemente predisponenti a diabete mellito, depressione, malattie cardiovascolari, abuso di sostanze, demenza senile.

L’impatto generale delle esperienze di vita in questo senso viene definito come “carico allostatico”, in riferimento al peso di eventi e condizioni stressanti, situazioni sociali, economiche e culturali. L’affrontabilità di questo carico da parte dell’individuo, in relazione alla sua predisposizione genetica e alle possibilità personali sviluppate, potrà determinare una risposta più o meno adattiva o patologica, con conseguenze comportamentali, di salute corporea e adattamento sociale.


Fonti:

– Thomson H., Don’t stress: The scientific secrets of people who keep cool heads, New Scientist, 19 Feb 2020

– McEwen B. S. e Akil H., Revisiting the Stress Concept: Implications for Affective Disorders, The Journal of Neuroscience, Jan 2, 2020, 40(1):12-21

– Immagini da unsplash.com

Salute e ricerca interiore

La ricerca interiore può avere effetti sulla salute? Si tratta di una domanda che molti di noi si pongono quotidianamente.

Credo che la salute sia strettamente correlata a chi siamo e come stiamo interiormente. Per questo non posso fare a meno di pensare che, nella via del benessere (cioè dello “stare bene” in ogni senso), sia necessaria anche una ricerca che vada alle radici della nostra esistenza.

Padre Thomas Keating era un monaco benedettino, grande maestro di meditazione e preghiera contemplativa, morto nel 2018, e in uno dei suoi incontri con il Dalai Lama in cui venivano discussi temi riguardanti la meditazione, la contemplazione e la salute, ha affermato che secondo lui la correlazione è ovvia:

La salute umana è una relazione con la realtà ultima, perché la fonte del nostro essere ci sostiene anche, sempre. Ovviamente, vivere in accordo con la nostra natura interiore genererà salute.

padre Thomas Keating in un dialogo col Dalai Lama (2005). Fonte: La Meditazione come Medicina, Dalai Lama, J. Kabat-Zinn, R. J. Davidson, RCS 2019, pag. 95
Padre Keating col Dalai Lama

La fiducia che “la fonte del nostro essere” ci possa sostenere sempre, cioè non ci abbandoni mai, si può chiamare anche fede.

Gli incontri tra padre Keating e il Dalai Lama ci ricordano che questo concetto appartiene a tutte le forme di credo e pertanto specifica e identificativa della realtà umana.

Quando ce ne dimentichiamo, e ci concentriamo sul nostro “fare” quotidiano, in realtà stiamo dimenticando noi stessi. Allora prima o poi anche il corpo ce lo ricorderà con qualche tipo di dolore o sofferenza. Fermandoci a questo la sensazione sarà di avere, e di essere, un corpo inadeguato e malato.

La salvezza starà nel tonare a noi stessi, all’ascolto e alla ricerca di quella fonte, dimenticando il fare e tornando all’essere, abbandonandosi finalmente alla Vita, a Dio, nel rilassamento interiore che deriva dalla fede.

Solo in Dio riposa l’anima mia:
da lui la mia salvezza.

Salmo 62

Esistono diverse modalità per far questo, basate sull’esperienza, sul credo e sulla cultura. E’ ormai evidente che la meditazione è una pratica che predispone in modo efficace a questo atteggiamento.

Personalmente trovo la pratica meditativa un ottimo punto di partenza per la ricerca interiore. Ci permette di rilassarci, non solo rimanendo vigili, ma anche aumentando la nostra consapevolezza del momento attuale e di noi stessi. Durante la pratica si allentano i pensieri e si intraprende un ascolto, che può diventare molto profondo. Il silenzio diventa maestro.

Niente descrive bene Dio come il silenzio.

Meister Eckhart

A quel punto il fare diventa superfluo, e l’essere progressivamente si fa più presente, in un’esperienza di appartenenza a qualcosa di più grande di noi. Il senso di pace si fa reale, la compassione e la serenità che scopriamo in quella dimensione portano spesso a chiedere: “chi sono?”, “cos’è questa coscienza che va oltre il mio corpo?”, “cos’è questo universo, questa vita, questo grande corpo, di cui mi sento parte?”, “da dove viene questa sensazione di essere amato e di amare tutto ciò che fa parte della vita?”, e così via. La ricerca interiore così rinasce da domande che sorgono spontaneamente, in un’esperienza viva del tutto personale.

L’anima si è un pochino liberata e abbiamo allentato i legami con le cose di questo mondo, in un certo senso “impoverendoci”, un po’ come s. Francesco, il poverello di Assisi, che nell’incontro con Dio ha lasciato (lui davvero!) ogni attaccamento alle cose materiali.

Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.

Vangelo di Matteo 5, 3

La maggior parte di noi, in giovinezza, ha vissuto questi aspetti come concetti calati dall’alto, quindi dai genitori, dal catechismo e dalla pratica religiosa, andando spesso incontro a ribellione e rigetto. Questo probabilmente perché non sentivamo nostre quelle domande, e quindi non potevamo capire le risposte, oppure queste ultime non erano davvero portate ad un livello di vita reale, nemmeno da chi ce le proponeva.

Inoltre abbiamo subito per molti secoli una immagine di Dio alterata, che ha portato a negarlo con forza nella nostra cultura:

“Contro questa immagine oppressiva di un Dio che punisce con crudeltà estrema, di un Dio perverso […] che schiaccia l’uomo , e sta sempre lì nel cielo col dito puntato contro di noi per additare ogni nostro errore e punirlo in modo implacabile […] si è sviluppata in Europa, specialmente negli ultimi due secoli, una ateologia radicale, una profonda negazione di Dio”.

Marco Guzzi, Yoga e preghiera cristiana, ed. Paoline, 2009

Le domande spontanee, che sin da bambini abbiamo posto agli adulti, difficilmente trovavano risposte credibili e concrete, che spesso venivano pure confutate da ciò che si studiava a scuola (ad esempio in storia o in scienze). Mia figlia di 7 anni, per esempio, solo negli ultimi giorni mi ha posto domande come: “perché Dio ci ha creato?”, “chi ha creato Dio?”, “perché moriamo?”. Ovviamente ho cercato di instaurare con lei un dialogo, portando ciò in cui credo, ma allo stesso tempo stimolando la sua curiosità. Quello che mi è sembrato più importante per lei è stato il sentire che io quelle risposte le ho dentro, anche se ammettevo l’enorme mistero che celano. Altro è parlare con il mio figlio maggiore di quasi 12 anni! Per lui è importante ragionare e sentire che può comprendere, che può e deve usare il proprio cuore e la propria mente per raggiungere le vette della profondità interiore. Nel frattempo sa che può contare su di me come colonna sicura sulla quale appoggiarsi, colonna che prima o poi distruggerà per innalzare la propria.

Soprattutto oggi è necessaria un’esperienza molto personale di fede e di ricerca. Lo è sempre stato, ma la nostra epoca ha messo in crisi tutte le religioni e le culture e c’è bisogno di un salto di qualità. Le giovani generazioni, come dice Marco Guzzi, hanno una “radicalità naturale”, che le porta a mettere in discussione qualsiasi concetto per poter andare alla radice delle cose. Aspetto che va sicuramente sostenuto e curato da noi adulti.

Non possiamo quindi più accontentarci di quanto ci viene proposto da voci esterne, anche se la predicazione, la Parola tramandata, e l’annuncio restano pietre fondanti del percorso, senza le quali nessuno sarebbe in grado di raggiungere certi processi, conoscenze, o stati interiori.

Possiamo prenderci cura gli uni degli altri, chi ha più esperienza è guida e aiuto, ma la vera guarigione deve avvenire nel cuore di ognuno, non può essere portata dall’esterno. Si tratta quindi di un percorso che non è fattibile da soli, ma che allo stesso tempo richiede un lavoro personale.

Con la meditazione che diventa anche contemplazione, e se vogliamo preghiera, tutto il nostro essere si predispone alla guarigione. E’ ben dimostrato che praticare la meditazione, la contemplazione e la preghiera, porta a dei benefici psichici e fisici. Ad esempio si riscontra una riduzione dell’ansia e della depressione (entrambe molto diffuse nella popolazione), migliora la tolleranza a ciò che provoca stress, migliorano alcune malattie croniche e sono più efficaci le terapie.

La ricerca interiore è quindi, oltre che un gesto d’amore verso noi stessi e un cammino verso la Verità, un vero e proprio atto di salute.


Per approfondire vedi anche altri articoli di questo sito, ad esempio:

WALK WITH ME – Il potere della Mindfulness

Evento speciale al cinema Tiberio di Rimini.

Con chi vorrà aggregarsi per guardare insieme questo film ci vediamo per la proiezione delle ore 17!

Tutte le informazioni qui: http://www.cinematiberio.it/cinema/walk-with-me/

WALK WITH ME
Il potere della Mindfulness
Regia: Marc Francis, Max Pugh
voce recitante Benedict Cumberbatch
USA 2017
Durata: 93 minuti

Versione originale in inglese con sottotitoli in italiano

Narrato dalla voce del candidato all’Oscar Benedict Cumberbatch Walk With Me è un viaggio nel microcosmo della comunità monastica del maestro Zen Thich Nhat Hanh, che insegna l’antica arte della meditazione buddhista oggi nota come Mindfulness.

Realizzato nel corso di tre anni nel monastero in Francia, ma anche on the road negli Stati Uniti, il film racconta per la prima volta dall’interno la quotidianità di un monastero Zen del XXI secolo, nel quale un gruppo di occidentali dalle più diverse provenienze ha scelto di ricominciare a vivere impostando la propria vita su nuovi valori, capaci di aprire inedite prospettive spirituali.

“È silenzioso e puro; contiene immagini e suoni che si traducono in una dimenticata concisione. Mi è piaciuto come i registi siano riusciti a catturare e trasmettere, cinematograficamente, lo stato a volte inspiegabile di essere risvegliato”
Alejandro González Iñárritu

Benessere Globale & Mindfulness a Rimini! Dicembre 2016

Prossimamente anche a Rimini inizierà un percorso di Benessere Globale basato sul Progetto Gaia-Benessere Globale.

Una possibilità di sperimentare pratiche meditative e energetiche per una crescita personale in termini di coscienza e consapevolezza.

Principali pratiche e tecniche utilizzate:

  • Mindfulness psicosomatica (consapevolezza di Sé)

  • Bodyscan psicosomatico (consapevolezza dei blocchi psicosomatici)

  • Disegno psicosomatico

  • Uso della voce e mantra
  • Energetica dolce e forte

  • Pratiche meditative attive (nei gruppi avanzati)

Tutti i dettagli alla pagina specifica.

Se sei interessato contattami!

Dolore cronico: oltre il limite del farmaco

woman-591576_640Il dolore è la forma di sofferenza che opprime quasi chiunque soffra di una malattia o una condizione clinicamente significativa. Nelle forme dolorose croniche, in particolare, la sofferenza fisica e psicologica diventa continua, rendendo la vita assai difficoltosa e limitata. Il dolore occupa uno spazio nell’esistenza di quella persona, rubandone ad attività, relazioni, interessi. Si tratta di una delle principali cause di sofferenza e disabilità, infatti il dolore cronico affligge moltissime persone (quasi il 20% della popolazione) [1] e la maggior parte delle persone anziane (circa il 60%) [2].

La terapia del dolore può essere impostata e gestita nei modi più svariati, a seconda del quadro clinico sottostante, delle caratteristiche della persona, delle componenti che ne determinano l’esperienza, e delle preferenze di medici e pazienti. Le varie possibilità in genere non si escludono le une alle altre, ma al contrario possono essere utilizzate in maniera sinergica per ottenere effetti più significativi.

Vediamo di seguito alcune tecniche terapeutiche utilizzabili nel dolore acuto e cronico (non tratterò tecniche specifiche).

FARMACI

Tipicamente vengono utilizzati farmaci, in sequenza e/o associazione, che vanno dal paracetamolo, ai FANS (farmaci antinfiammatori non-steroidei), agli oppioidi minori, fino agli oppioidi maggiori, che sono i più potenti in assoluto.

Bisogna considerare che questo tipo di trattamento spesso non è risolutivo, determina una riduzione del dolore, ma non porta a miglioramento della patologia che lo ha generato. Inoltre gli oppioidi vanno incontro a tolleranza, per cui sono necessarie dosi progressivamente superiori per ottenere lo stesso effetto (salvo quando lo stato doloroso è in spontaneo miglioramento, come dopo un trauma o un intervento chirurgico). Tutti i farmaci possono avere effetti collaterali, soprattutto se utilizzati a lungo.

AGOPUNTURA

L’agopuntura è una terapia con evidenza di qualità alta in: dolore lombare, cervicale, al ginocchio, oncologico, da travaglio di parto. Ha un’evidenza di qualità moderata in: dolore alla spalla, epicondilite, dolore dell’anca, dolore postoperatorio, fibromialgia. [3]

In generale non ha effetti collaterali e tende a vedere l’individuo nella sua interezza piuttosto che curare il sintomo o la malattia.

PRATICHE MEDITATIVE

Il dolore affligge tutta la persona ed è largamente influenzato dall’esperienza e dall’interpretazione che ne fa il soggetto che lo prova. Per questo trovare altri modi per vivere il rapporto col corpo e con le sue sensazioni (compreso il dolore) può condurre al miglioramento della qualità della vita, anche in corso di malattie croniche.

La mindfulness è una pratica meditativa che determina ottimi risultati nella riduzione del dolore acuto e cronico, anche nei casi in cui la risposta agli oppioidi è ridotta da un uso prolungato. In  questo caso, infatti, uno studio scientifico ha dimostrato che l’effetto analgesico non è dovuto all’attivazione del sistema oppioide presente nel nostro sistema nervoso centrale [4].

Per approfondire puoi leggere l’articolo del 16 marzo 2016 su Le Scienze dal titolo “Il sollievo dal dolore che viene dalla meditazione” [5].

In realtà l’attività meditativa può anche determinare rilascio di oppioidi endogeni (endorfine), quindi essenzialmente si è dimostrato che agisce anche in modi diversi. Le endorfine, oltre all’effetto analgesico, portano ad una sensazione di euforia e leggerezza, che riduce le preoccupazioni e l’ansia. [6]

La pratica meditativa ha molti altri effetti positivi sulla persona, per approfondire vedi gli altri articoli su questo sito. [7]

ATTIVITA’ FISICA

Siamo esseri fatti per muoverci, la sedentarietà è fortemente lesiva per il metabolismo, l’apparato cardiovascolare, la memoria, e tante altre funzioni fisiologiche. L’attività fisica, soprattutto eseguita all’aperto, è fonte di benessere per tutta la persona.

Un’attività fisica moderata è indicata per tutti e ha un effetto positivo sul controllo del dolore. Chi è affetto da dolore cronico tende a muoversi poco, per la paura e la percezione del fastidio associato al movimento, ma è ben provato che il movimento e un’attività fisica adeguata determinano miglioramento del dolore stesso. [2]

IN CONLUSIONE

Chi soffre di dolore cronico, fa uso terapeutico di oppioidi e non ottiene più sufficiente controllo del dolore, oppure preferisce non utilizzarli per scelta, ha altre armi per cercare di ottenere una migliore qualità della vita.

BIBLIOGRAFIA

  1. Macfarlane, Gary J., The epidemiology of chronic pain. PAIN. 157(12):2877, December 2016.
  2. Naugle, Kelly M. et al., Reduced Modulation of Pain in Older Adults After Isometric and Aerobic Exercise, The Journal of Pain , Volume 17 , Issue 6 , 719 – 728
  3. PNEI NEWS n. 4-5 2015, p. 13
  4. Fadel Zeidan et al, Mindfulness Meditation-Based Pain Relief Employs Different Neural Mechanisms Than Placebo and Sham Mindfulness Meditation-Induced Analgesia, Journal of Neuroscience 18 November 2015, 35 (46) 15307-15325; DOI: 10.1523/JNEUROSCI.2542-15.2015
  5. http://www.lescienze.it/news/2016/03/16/news/meditazione_mindfulness_dolore_opioidi-3017066/
  6. N. F. Montecucco, Psicosomatica PNEI, disponibile su www.psicosomaticapnei.com
  7. Praticare la consapevolezza (mindfulness) per un benessere globale

4-5 e 11-12 giu. 2016 – Seminari gratuiti di mindfulness psicosomatica (Bagni di Lucca)

LABORATORI DI CONSAPEVOLEZZA DELLE RELAZIONI

MASCHILE-FEMMINILE

Esperienze di sviluppo del potenziale umano nella coppia e nelle relazioni

Con  il dott. Nitamo Montecucco e lo staff del Villaggio Globale

4/5 Giugno e 11/12 Giugno 2016

Villaggio Globale di Bagni di Lucca

 Il Laboratorio è GRATUITO (escluso contributo inclusivo dei pasti e la tessera associativa)  per chi non ha mai  frequentato i corsi del Dott. Montecucco

Un gruppo per tutti!

La coppia e le relazioni stanno cambiando profondamente, sei pronto al cambiamento o ti senti bloccato in vecchi modi di pensare e di comportarti? Scopri nuovi modi di comunicare e di relazionarti.  Apriti ad altre energie, fai conoscenza con il Maschile e il Femminile dentro di te.

Lavoro sul corpo, emozioni, tantra, bionergetica, comunicazione empatica, apertura delle sensazioni del corpo.

 

Per informazioni e prenotazioni:

Associazione Villaggio Globale Aps, Villa Demidoff, 55022 Bagni di Lucca (LU)

Tel. 0583.86404; info@villaggioglobale.eu; www.villaggioglobale.eu;

28-29 mag 2016 – 27° Convegno di psicosomatica PNEI (Lucca)

CONVEGNO GRATUITO PREVIA ISCRIZIONE

28-29 Maggio 2016 – Palazzo Ducale Piazza Napoleone – Lucca

27° Convegno Nazionale di Psicosomatica PNEI
L’INCONTRO TRA NEUROSCIENZE, PSICOTERAPIA, MEDICINA ED EDUCAZIONE

PROTOCOLLO MINDFULNESS PSICOSOMATICA
LE NEUROPERSONALITA’


Dalle Neuroscienze la “Mappa del Cervello Emotivo” per una nuova comprensione delle personalità umane e dei disturbi psicosomatici

Due giorni di conoscenze scientifiche, 
emozioni e workshops esperienziali

Ospiti d’onore:
Prof. Ervin Laszlo
, Filosofo della scienza, candidato al Nobel per la Pace, Dott.ssa Bélen Hallende Presidente dell’isola El Hierro, Canarie

 

Tutte le informazioni e la possibilità di iscriversi sono sul sito del Villaggio Globale.