Obiettivo Benessere Globale


PREMESSA
Ho deciso di studiare medicina per prendermi cura di persone e non di malattie. Amo andare a fondo nelle cose e non accetto facilmente compromessi. Per questo sono convinto che la vera cura inizia da sé stessi e che non possiamo delegare il nostro benessere e la nostra salute a nessun altro.

Ritengo che occuparci della nostra salute solo quando sono presenti sintomi o segni preoccupanti, o addirittura malattie conclamate, sia assolutamente sbagliato. Questo non significa che tutti debbano studiare materie mediche! Dobbiamo imparare, invece, ad avere cura di noi stessi, dell’umanità e della nostra Terra, e Obiettivo Benessere Globale si propone proprio come strumento per questo fine.

Come mai prima d’ora nella storia, il destino comune ci obbliga a cercare un nuovo inizio […]. Possa la nostra epoca essere ricordata per il risveglio di una nuova riverenza per la vita, per la risolutezza nel raggiungere la sostenibilità, per l’accelerazione della lotta per la giustizia e la pace, e per la gioiosa celebrazione della vita.

Carta della Terra, L’Aja, 29 giugno 2000

La Carta della Terra ci chiamava tutti lasciarci alle spalle una fase di autodistruzione e a cominciare di uovo, ma non abbiamo ancora sviluppato una coscienza universale che lo renda possibile.

Papa Francesco, Laudato Si’, 2015

 

PERCHE’ Obiettivo Benessere Globale

Abbiamo bisogno di nuovi strumenti per affrontare le sfide di questo tempo. L’evoluzione umana si è sviluppata con una forte asimmetria: grandi capacità di calcolo, progettazione e studio, forte carenza di interiorità e autoconoscenza.

Ecco alcune conseguenze di questo stato evolutivo, che rappresentano anche i motivi per cui è nato questo progetto:

  • Viviamo in uno stato di tensione generale, ma siamo così abituati che spesso non ce ne rendiamo nemmeno conto.
  • Abbiamo ritmi accelerati, menti affollate da pensieri e preoccupazioni, vite piene di impegni e cose da fare.
  • Sappiamo abbastanza bene cosa ci fa stare meglio e cosa ci mette a rischio di ammalarci e di star male, ma perseveriamo quotidianamente in atteggiamenti, abitudini e scelte incongruenti con queste conoscenze (che tra l’altro in genere non sono nemmeno completamente corrette).
  • Siamo gli ultimi arrivati sulla Terra e pretendiamo di sfruttarla in modo utilitaristico e consumistico, con l’effetto di creare un ambiente sempre più invivibile.
  • Siamo vite animali e spirituali, ma ce ne siamo dimenticati.
  • Ci troviamo in un momento storico cruciale, in cui abbiamo la capacità di autodistruggerci, e ne corriamo il rischio se non cambiamo rotta, ma anche di salvarci e fare un salto antropologico verso una “Nuova Umanità”.

In poche parole: non stiamo vivendo secondo la nostra natura umana.

Alcuni esempi di condotte che frequentemente adottiamo, pur sapendo che non sono il nostro bene:

  • mangiamo in modo scorretto: non ci ascoltiamo, ci lasciamo prendere dal palato, oppure non sappiamo bene cosa significhi alimentarci correttamente;
  • ci spingiamo a lavorare e fare attività oltre i nostri limiti fisiologici: non ci ascoltiamo, crediamo che fare di più sia lo scopo dei nostri giorni; ci lasciamo conquistare da computer/smartphone/tablet/tv, internet, social media, ecc. senza accorgerci che ci distolgono dalla realtà e dall’ascolto di noi stessi;
  • viviamo in modo molto sedentario e non ascoltiamo le necessità del nostro corpo: il divano è più comodo della bicicletta, l’auto è più comoda di una passeggiata (e soprattutto ci fa arrivare prima!), stiamo seduti per ore e ore;
  • abbiamo menti affollate di pensieri, siamo spesso agitati ed emotivamente provati, viviamo in uno stato di contrazione interiore e corporea, un disagio esistenziale di non appartenenza: non riusciamo a gestire la nostra interiorità e le nostre reazioni al mondo che ci circonda, rispondiamo in modo concitato, automatico e confuso alle sfide;
  • pensiamo sempre al passato rimuginando, oppure siamo concentrati sul futuro preoccupandoci: non sappiamo vivere appieno il presente, come se non fossero importanti ciò che stiamo facendo e le persone con cui ci troviamo adesso;
  • creiamo divisioni e conflitti vivendo in modo egoistico, creando solitudine ed emarginazione dentro di noi e attorno a noi: la vita sociale e comunitaria ha perso le sue caratteristiche di collaborazione e sostegno alle persone;
  • assumiamo medicinali per compensare i sintomi derivanti da tutto questo (mal di testa, tensioni muscolari, disturbi digestivi, ecc.);
  • produciamo grandi quantità di rifiuti ed inquinamento, dimenticandoci della casa comune che ci nutre e ci mantiene vivi.

Questo modo di vivere non è adeguato all’essere umano. Ecco cosa disse il Dalai Lama dopo un periodo di visita in Occidente:

Quello che mi ha sorpreso di più negli uomini dell’Occidente è che perdono la salute per fare i soldi e poi perdono i soldi per recuperare la salute.
Pensano tanto al futuro che dimenticano di vivere il presente.
Vivono come se non dovessero morire mai e muoiono come se non avessero mai vissuto.

Ci siamo dimenticati del nostro corpo. Lo abbiamo imparato ad usare come una macchina comandata da un computer centrale, che è la mente. Quest’ultima è diventata il dittatore che pretende lavoro e sfrutta oltremodo le capacità altrui, senza rispettarne modalità, tempi e limiti.

Sono stato davvero catturato da questa idea secondo cui tutti noi potremmo fare tranquillamente a meno della psicologia, della psichiatria e della psicoanalisi se solo recuperassimo il concetto originario di corpo così come ce lo insegna il mondo della vita.

Umberto Galimberti (psichiatra), prefazione de Il Cervello Anarchico, di Enzo Soresi, UTET, 2006

La medicina ha una grossa responsabilità in questo: ha contribuito a pensare il corpo come un complicato sistema biochimico ed è diventata così uno strumento settoriale e tecnico, che si occupa di tentare di arginare i danni dovuti a questa disastrosa situazione.

La psicologia, in generale, si è occupata invece di comprendere i meccanismi mentali perversi che si sono generati da queste ed altre distorsioni di ciò che siamo, cercando poi di portare le persone ad adattarsi a questa alterata modalità di vivere noi stessi e il nostro corpo.

La vera sanità mentale richiede
che in un modo o in un altro
l’Io normale scompaia,
quel falso Io che è riuscito
ad adattarsi alla nostra realtà sociale alienata;
richiede che emergano i mediatori archetipici interni
del potere divino,
e che attraverso questa morte
avvenga una rinascita
che porti a un nuovo tipo di funzionamento dell’Io
in cui esso sia il servitore del Divino,
non più il suo traditore.

Ronald Laing (Psichiatra), cit. in Marco Guzzi, “La nuova umanità – un progetto politico e spirituale”, ed. Paoline, 2005

L’Organizzazione Mondiale della Salute nel 2017 ha reso pubblico il fatto che la depressione è diventata la principale causa di disabilità nel mondo. Ne soffre 1 persona su 5 e le donne sono le più colpite. Insieme all’ansia, che ha un’incidenza non molto inferiore, è un enorme flagello dell’umanità. I suicidi sono la seconda causa di morte nella fascia d’età 15-29 anni. Questo non può che derivare da un’organizzazione e una modalità di vivere inadeguata ai nostri bisogni.

“Sono dati che spaventano, perché il lavoro, che per anni è stato fonte di reddito, di prospettive familiari e di realizzazione di sogni, insomma di felicità, diventa oggi, nelle forme attuali, velocità, reattività, interazione immediata, costante sottoposizione a valutazioni personali, causa di problemi e di patologie mentali. Con costi sociali umani altissimi”.

Prof. Bernardo Carpiniello, presidente della Società Italiana di Psichiatria, direttore della Clinica psichiatrica della Azienda ospedaliero-universitaria e professore di psichiatria all’università degli studi di Cagliari (fonte: sito La Repubblica, articolo del 6 ottobre 2017)

E’ importante prendere consapevolezza che tutto questo deriva da:

  1. chi siamo e come siamo cresciuti: tutte le nostre esperienze di vita, a partire da quelle infantili (molto importanti e condizionanti) sino al momento presente;
  2. aspetti culturali e sociali: tutte le consuetudini, le credenze, i condizionamenti e le nozioni che abbiamo appreso in famiglia, a scuola, dai mezzi di comunicazione e più in generale dalla società in cui abbiamo vissuto;
  3. quindi dalla nostra storia e da quella dell’umanità.

 

COS’E’ Obiettivo Benessere Globale

OBG non pretende di cambiare alcun che, non dà nozioni oltre quanto necessario per comprendere ciò che viene proposto, non si sostituisce a ciò che abbiamo imparato in precedenza.

Si tratta di un laboratorio umano dove possiamo metterci all’ascolto di noi stessi, e da questo partire per conoscerci più a fondo e in modo nuovo, ovvero per acquisire più consapevolezza di chi siamo. Si tratta di un percorso senza limiti e senza punti d’arrivo, una direzione sulla quale è possibile camminare per tutta la vita. OBG è prima di tutto un incamminarsi su questa via, che scorre verso l’essere più autentici, quindi anche più sani. Può succedere che questo percorso porti a riconsiderare alcuni aspetti della nostra vita, che gradualmente potremo vedere sotto una luce nuova.

Cosa intendo per Obiettivo Benessere Globale:

  • Obiettivo: prendere una direzione, non pretendere di arrivarci secondo tempi e modalità prestabilite;
  • Benessere: stare bene, o meglio “essere bene“, a questo non c’è un limite;
  • Globale significa di tutta la persona, quindi della mente, del corpo e dello spirito, ma significa anche dell’umanità intera, perché una persona che “sta bene veramente”, allora “è bene”, e non può che portarlo agli altri.

L’obiettivo è un benessere migliore di quello attuale, che significa più serenità, più salute, più lucidità, relazioni migliori, rapporto più sereno con la vita, col mondo, e con Dio.

Nota bene che queste non sono promesse, ma gli obiettivi e la direzione che ci diamo, quindi il senso di ciò che facciamo. Infatti non parliamo di assolutismi o perfezionismi, ma solo di procedere nella direzione che ci porta verso il nostro vero essere, l’essere veri.

In questo laboratorio sperimenteremo insieme come semplici pratiche corporee e meditative (vedi oltre) possano incrementare il nostro stato di benessere in modo immediato, attraverso un rilassamento generale e un allentamento dei pensieri. La continuità di queste pratiche può contribuire ad un vero e proprio miglioramento della propria salute psicofisica, anche in termini di prevenzione.

Numerose ricerche e tanti studi scientificamente basati dimostrano che la meditazione e le pratiche di consapevolezza corporea hanno effetti di prevenzione e miglioramento su molti parametri di salute, e vengono consigliati da grandi associazioni mediche, come ad esempio la American Heart Association, l’associazione dei cardiologi americana, come prevenzione per svariati problemi di salute e riduzione delle complicanze in persone già ammalate (diabete, obesità, infarto, ictus, ipertensione, ecc.). Provate per esempio a cercare la parola “mindfulness” o “meditation” sul sito di questa associazione, oppure su Google, o su un motore di ricerca di studi scientifici, e scoprirete quanto interesse e quante scoperte esistano in merito. Vedi anche la seguente pagina di questo sito: Praticare la consapevolezza (mindfulness) per un benessere globale.

Il percorso, correttamente seguito, promuove lo sviluppo di una maggior conoscenza e consapevolezza di Sé, fondamentali per la crescita personale di ognuno, che a sua volta si riflette sul percorso dell’umanità.

Questa crescita personale è intesa come superamento di vecchi schemi mentali basati su una modalità egoica e bellica, che si sono riflessi su tutti gli ambiti della storia umana, dalla politica alle religioni, dal modo di pensarsi a quello di relazionarsi.

La speranza è che questo, insieme a tanti altri percorsi esistenti, possa contribuire proprio all’insorgere di una Nuova Umanità!

Una nuova umanità
sta emergendo dalla crisi
di tutte le culture della terra

un unico Genere Umano
si sta formando
nella passione secolare
delle culture della guerra

la loro fine perciò
è il vero inizio dell’uomo
rigenerato

la nuova umanità
assimila le ricchezze
di tutte le storie del pianeta
di tutte le civiltà

ne è l’erede universale:
il figlio
radicalmente umano:
il volto originale
in cui finalmente
ci riconosciamo.

Marco Guzzi (da “La nuova umanità – un progetto politico e spirituale”, ed. Paoline, 2005 , quarta di cop.)

 

COSA PROPONE IN PRATICA Obiettivo Benessere Globale

Quanto descritto di seguito è molto indicativo, per conoscere veramente questo laboratorio è necessario partecipare agli incontri. Di tanto in tanto ne vengono proposti anche di gratuiti (vedi sezione Eventi).

La proposta di formazione per gli insegnanti prevede un progetto specifico, tutte le novità potete trovarle col tag “formazione per insegnanti“.

Il percorso vuole essere soprattutto pratico, esperienziale e mai condizionante, in modo che il partecipante possa sperimentare in modo del tutto personale la proposta, perché come diceva s. Igazio di Loyola:

Non l’abbondanza del sapere sazia e soddisfa l’anima, ma il sentire e il gustare le cose interiormente.

Detto questo, al fine di vivere più pienamente la proposta, comprendendola anche con mezzi razionali, durante gli incontri verranno comunque inseriti elementi teorici minimi riguardanti:

  • sviluppo e integrazione psicosomatica;
  • provenienza ed effetti delle pratiche proposte;
  • moderne conoscenze riguardanti fisiologia e fisiopatologia;
  • alimentazione e stili di vita;
  • interazione relazionale;
  • sostenibilità dell’attuale organizzazione umana e impatto sul sistema Terra.

Gli strumenti esperienziali principali sono i seguenti:

  • pratiche di ascolto e scioglimento del corpo;
  • pratiche meditative statiche (Mindfulness, consapevolezza di Sé);
  • bodyscan psicosomatico (consapevolezza e lavoro sui blocchi psicosomatici);
  • disegno psicosomatico;
  • energetica dolce e forte;
  • uso della voce e mantra;
  • esercizi di autoconoscenza psicosomatica;
  • pratiche meditative attive;
  • condivisione delle esperienze a coppie, in gruppo, orale e scritta.

La derivazione di queste pratiche è molto variegata, si tratta di un’integrazione del tutto originale tra pratiche orientali e occidentali, saperi antichi e moderni, conoscenze mediche e psicologiche, esperienze personali e acquisite da vari percorsi effettuati (vedi oltre).

Il fine è di sperimentare e conoscere spazi nuovi, perché la vita è dinamismo e movimento, quindi la staticità e l’arroccamento dentro vecchie abitudini sono modalità che non possono ne farci crescere ne farci stare bene, ma al contrario ci bloccano in stati contratti e alienati che utilizzano il giudizio per trattenerci nella loro morsa.

La mente è un complesso sistema che costruisce schemi, cioè visioni del mondo, e che li utilizza in seguito in ogni giudizio, per ogni analisi, scelta, decisione. Il problema è che il nostro giudizio non fa che utilizzare e rinforzare gli schemi già esistenti, preconfezionati, senza invece cambiarli o innovarli drasticamente…

Alberto Oliverio (neurobiologo), L’arte di Pensare, Rizzoli, 1997 – cit. in Il Cervello Anarchico, di Enzo Soresi, UTET, 2006, p. 19

 

MODALITA’ DI PARTECIPAZIONE

La partecipazione ai gruppi è aperta a persone maggiorenni, prevede un’iscrizione gratuita con accettazione delle modalità di lavoro e un impegno costante per un numero minimo di incontri. E’ possibile partecipare ad uno o due incontri di prova gratuitamente, dopo i quali viene richiesto di stabilire un minimo di 6 incontri di presenza. Questo impegno è necessario prima di tutto perché la persona possa aver modo di vivere sufficientemente quello che viene proposto, inoltre la presenza del singolo contribuisce al lavoro di gruppo, che ovviamente dipende dalle persone che ne fanno parte.

Il gruppo viene attivato con un minimo di 5 partecipanti, il numero massimo in genere è di 15, ma dipende anche dalla capienza della sala.

Il dott. Pier Luigi Masini fornisce la sua presenza e disponibilità in maniera gratuita. Verrà richiesto eventualmente solo un piccolo contributo spese (per utilizzo della sala e materiale didattico) e, per chi è nella possibilità di farlo, anche un libero contributo all’associazione La Filigrana di Rimini che fornisce aiuto medico e psicologico a persone non in grado di sostenerlo economicamente, associazione di cui Pier Luigi Masini non fa parte e con cui non tiene rapporti diretti di collaborazione.

In caso partecipassero persone con gravi problemi economici verranno esonerate dal contributo spese ed è possibile che venga proposta una libera raccolta fondi per sostenerle. Questo è in armonia con gli obiettivi del progetto, al fine di creare relazioni che siano di reciproco sostegno, prima di tutto personale, ma anche economico se necessario.

Chi può dia, chi non può prenda.

Frase scritta sul cestino posto nella sala d’attesa del prof. Giuseppe Moscati, medico canonizzato nel 1987 da papa Giovanni Paolo II

 

APPROFONDIMENTI

Come ho scritto sopra l’unico modo per conoscere veramente ciò che propongo è partecipare agli incontri. Tuttavia altre fonti possono aiutare a capire meglio, ne elenco alcune.

 

RINGRAZIAMENTI E CREDITI

Il primo ringraziamento va a mia moglie Lella, per la fiducia e il sostegno incondizionati da sempre, per la pazienza, per le fatiche che ha affrontato per permettere i miei studi, per avermi donato due splendidi figli. Continua ad essere sempre il mio primo confronto e il principale conforto, senza di lei tutto questo non sarebbe stato possibile.

La mia proposta deve molto alle seguenti persone e ai seguenti percorsi:

  • Prof. Mauro Ercolani dell’Università di Bologna, relatore della mia tesi di laurea, per avermi dato molti spunti di riflessione e studio su psicosomatica, dolore, medicina integrata e medicine orientali;
  • Dott. Nitamo Federico Montecucco del Villaggio Globale di Bagni di Lucca, per la grande apertura di vedute che mi ha fatto respirare nel percorso effettuato assieme, per gli studi su mindfulness, cervello e neuropersonalità;
  • Dott.ssa Silvia Ghiroldi del Villaggio Globale di Bagni di Lucca, per i preziosi confronti sull’applicazione pratica di quanto appreso nel master in psicosomatica;
  • Progetto Gaia – Benessere Globale del Villaggio Globale di Bagni di Lucca, da cui sono partito e da cui sono tratti molti spunti, pratiche ed esercizi che propongo;
  • Marco Guzzi, ideatore dei gruppi Darsi Pace, per la pace e la speranza che pervade tutto ciò che propone, per la grande cultura e forte interiorità che continuamente elargisce a piene mani;
  • Percorso Darsi Pace, che mi sta dando tantissimi spunti di crescita, lavoro e riflessione, da cui attingo continuamente luce per sviluppare il mio progetto;
  • Francesco Bottaccioli, che ha dato un forte contributo alla divulgazione della PsicoNeuroEndocrinoImmunologia (PNEI) in Italia e mi ha aperto a nuove visioni per una medicina più umana e integrata attraverso i libri prodotti e i corsi tenuti;
  • Dott. M. Z. per avermi seguito per molti anni nel percorso di autoconoscenza psicologica e umana con grandi disponibilità, fiducia e professionalità;
  • Sabrina R. di Verucchio che ha ospitato per un anno tantissimi incontri e serate di presentazione del progetto alle quali ha sempre partecipato e contribuito personalmente alla riuscita;
  • Tutti i grandi della psicosomatica, della spiritualità, della filosofia e della medicina, che contribuiscono continuamente ad ampliare le mie umili conoscenze;
  • Tutti gli amici, colleghi e partecipanti ai miei gruppi con cui ho condiviso esperienze.

Grazie a te, che ti stai interessando a questo progetto!