Metodo

“Quando ti si presenta un paziente, se non gli chiedi come si svolge la sua vita e se non appuri se il suo Spirito è fresco e sereno e pretendi ugualmente di curare la sua malattia, sarai un cattivo medico.
Infatti, quando lo spirito è afflitto, la malattia, cacciata da una parte, si ripresenterà da un’altra.”

Neijing Suwen – “Le domande semplici dell’Imperatore Giallo”

“Guai a quel medico che cura il corpo senza aver curato la mente, giacché da essa tutto discende.”

Socrate citato da Platone, 480 a .C.

plm ridotto

Presento molto sinteticamente il mio metodo di cura attraverso le domande che mi vengono poste più spesso dalle persone che incontro o che leggono queste pagine. Ringrazio tutti coloro che hanno stimolato in me queste riflessioni con le loro domande e i loro commenti. Non esitate a continuare a farlo!

Per approfondire seguire i link presenti nel testo, che rimandano a pagine di questo sito.


 

DI QUALI MALATTIE SI OCCUPA?

Non mi occupo di malattie, ma di persone. Il mio metodo di cura si basa prima di tutto sulla conoscenza, quanto più ampia possibile, della persona che incontro, la quale si presenta con una o più problematiche di salute.

Per salute intendo uno stato di benessere fisico, psichico, sociale, e spirituale. Potremmo dire che quasi nessuno di noi è in piena salute, visto che è difficile che tutto questo si realizzi nello stesso momento. In realtà le varie componenti della salute sono strettamente interconnesse, per cui si influenzano reciprocamente.

Metto a disposizione le mie competenze, la mia disponibilità e la mia sensibilità per cercare di comprendere insieme all’interessato da dove sia partito il problema e come possa essere affrontato. Allo stesso tempo cerco di aiutarlo a superare quel preciso momento di difficoltà.

COME AGISCE PRATICAMENTE? QUALI SONO I SUOI MODELLI DI RIFERIMENTO?

Una valutazione olistica comprende quindi tutti gli aspetti strettamente medici uniti a quelli psico-sociali, come proposto a suo tempo dal modello biopsicosociale, considerati alla luce della psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI), della medicina olistica e della psicosomatica.

Durante la prima visita, che può durare indicativamente tra i 60 e i 120 minuti, effettuo un colloquio, che comprende un’accurata anamnesi e raccolta dati, e una visita medica generale.

La visita medica in senso stretto è finalizzata allo studio dei segni fisici rilevabili da un esame obiettivo. Oltre ai classici segni visivi, palpatori e auscultatori, ricerco segni legati a blocchi psicosomatici, ad esempio aspetti posturali, dinamica respiratoria e punti dolorosi o alterati riconosciuti dalla medicina olistica.

Il colloquio permette di effettuare un’anamnesi accurata, che comprenda la storia personale e familiare. Quando necessario mi avvalgo di esami strumentali e di laboratorio finalizzati all’approfondimento di specifiche condizioni, nonché di valutazioni specialistiche quando sono richieste competenze che vanno oltre le mie.

La valutazione della dieta è un importante aspetto dell’inquadramento globale della persona. La nostra alimentazione è in grado di apportare energia, nutrienti, vitamine e sali minerali, ma anche sostanze dannose e pro-infiammatorie. E’ bene trovare un equilibrio tra aspetti energetici e nutrizionali, commisurati al tipo di attività eseguita, stato generale e tipo di metabolismo. L’alimentazione è molto influenzata dal nostro stato interiore e modificarla al solo fine di riequilibrarla dal punto di vista nutrizionale può avere da un lato effetti benefici sulla salute fisica, ma dall’altro determinare peggioramento della condizione psico-emozionale, in quanto il cibo poteva essere un mezzo di compensazione per carenze affettive o emozioni represse. Un tipico esempio è quello della dieta dimagrante che porta ad effettiva, ma transitoria, riduzione del peso. Il modo di alimentarci ha un ruolo centrale sul nostro benessere psicofisico, può diventare vero e proprio strumento terapeutico, regolando lo stato infiammatorio generale, vari meccanismi epigenetici (regolazione dell’espressione del DNA) e l’attività del sistema immunitario.

Le tecniche psicosomatiche partono dall’ascolto di Sé e mirano allo sviluppo di una consapevolezza più profonda dei nostri vissuti e del loro riflesso sul nostro organismo. Spesso siamo bloccati in situazioni che non riusciamo a gestire, sia a livello relazionale che emozionale, con risentimento nel corpo e nella mente. In altri casi i nostri comportamenti non corrispondono al nostro bene e vanno rivalutati. Queste pratiche consentono di conoscerci meglio, di riconoscere i segnali del nostro corpo, e di iniziare ad agire con nuove modalità. A questo punto il disagio fisico, o la malattia vera e propria, potrebbero modificarsi ed è necessario seguirne il decorso.

Oltre al lavoro individuale propongo anche incontri di gruppo col progetto Obiettivo Benessere Globale. Le due modalità hanno un fine comune che è la salute globale della persona, e si completano vicendevolmente perché hanno potenzialità diverse. Il gruppo è finalizzato soprattutto alla prevenzione, al miglioramento dei parametri generali di salute, e alla stabilizzazione di risultati ottenuti col lavoro individuale.

LEI E’ MEDICO O PSICOLOGO?

Diverse persone leggendo queste pagine o sentendo parlare del mio lavoro mi pongono questa domanda. Sono un medico, ovvero laureato in Medicina e Chirurgia e abilitato alla professione, mi occupo di problematiche fisiche, ma credo che non esista sintomo o alterazione fisica senza riscontro psichico. Credo inoltre fermamente in una dimensione spirituale della persona, che non è necessariamente legata ad un aspetto religioso, o ad una fede, ma è presente come tale ed è legata alla coscienza più profonda di Sé.

La persona è un essere unitario, non possono essere separati mente, corpo e spirito, per cui vanno sempre curati insieme.

Quando riscontro problematiche specifiche o gravi, siano esse a livello psichico o organico, che richiedano valutazioni o cure specialistiche, invio la persona ad altri professionisti di mia fiducia, con i quali mantengo un rapporto di collaborazione e confronto. Nel frattempo se la persona è d’accordo continuo a seguirla, anche perché in genere gli specialisti effettuano un lavoro molto settoriale e limitato nel tempo, per cui si rischia di perdere il senso generale della presa in cura. Questa modalità di lavoro è alla base della medicina integrata.

PRESCRIVE MEDICINE? DI CHE TIPO?

Come ogni medico posso prescrivere medicinali, e lo faccio quando lo ritengo opportuno, secondo scienza e coscienza. Posso dire che tendo a prescriverne il meno possibile e solo in casi di effettiva necessità. Mi preoccupo sempre di capire in quale modello di cura si identifica la persona, per poter avere anche la miglior aderenza alla cura proposta (farmacologica o meno), che si riflette quindi anche sulla efficacia della stessa.

Non sono legato ad una specifica tipologia di farmaci, mi avvalgo di volta in volta di ciò che ritengo più appropriato per la persona che ho davanti. Attualmente sto frequentando una formazione pluriennale in Omeopatia, Omotossicologia e Discipline Integrate, e mi sto orientando verso la Medicina Fisiologica di Regolazione, un nuovo approccio terapeutico basato su medicinali low dose (a basse dosi) secondo una visione PNEI.

COME VEDE LA MALATTIA? 

Credo che la nostra vita sia un bellissimo connubio tra biologia e spiritualità. L’aspetto biologico è quello tangibile, il nostro corpo, che si sviluppa, si modifica, e talvolta si altera. Il corpo permette allo Spirito di far parte di questo mondo, di esplorarlo, di provare delle sensazioni, delle emozioni e dei sentimenti. Lo Spirito, che nel corpo forma l’Anima in una tri-unità spirito-anima-corpo, ha un suo “progetto” legato al divino, fatto di amore e di gioia.

La malattia si verifica quando i due aspetti non sono in armonia. Scelte di vita, educazione, modalità relazionali, utilizzo del corpo fuori dal “progetto” creano tensioni e disequilibri, portando a sintomi e/o alterazioni funzionali nell’organismo, fino a vere e proprie malattie. Le alterazioni e i sintomi possono essere semplici segnali di pericolo, oppure il risultato di un tentativo del corpo di affrontare situazioni inaspettate e critiche.

Devo dire che credo anche in altre possibilità: talvolta vi sono sostanze, eventi, o interazioni che possono ledere le funzioni o l’anatomia del nostro organismo, a prescindere dal fatto che quella persona stia vivendo in linea col “progetto”. Anche in questi casi va tenuto conto della persona nella sua interezza: l’evento può portare a vissuti molto dolorosi anche sul piano psichico, sociale e spirituale.

RIESCE VERAMENTE AD OCCUPARSI DI PERSONE E NON SOLO DI MALATTIE?

E’ il punto di vista che cambia. Se mi concentro sulla diagnosi e sulla terapia da mettere in atto, considerando secondariamente la persona, allora curo la malattia. Se invece prima di tutto entro in relazione con chi ho di fronte, insieme ai suoi problemi di salute, cambia tutto. Questo, però, riesco a farlo pienamente se mi trovo in uno stato di sufficiente pace interiore, altrimenti quello che ho di fronte diventa “un problema da risolvere”, al pari di un calcolo matematico, o di un macchinario da aggiustare.

E’ ben dimostrato che una buona relazione è terapeutica in sé e che migliora la prognosi, o almeno la qualità della vita, a parità di altri atti medici. Non è tanto per questo comunque che credo nella relazione, ma i fatti sono di supporto!

Posso quindi dire che cerco con tutto me stesso di occuparmi delle persone piuttosto che solamente delle loro malattie, sperando di imparare a farlo sempre meglio, e lo farei anche se non cambiasse nulla sotto il profilo strettamente medico.

Un paziente affetto da AIDS e molto debilitato, degente in una struttura dove ho lavorato in passato, di tanto in tanto mi faceva lunghi racconti o discorsi su tanti aspetti della vita. Apprezzava il mio modo di relazionarmi, e alla fine diceva sempre: “Grazie per avermi ascoltato, perché ascoltare è già una terapia”.