Dolore cronico: oltre il limite del farmaco

woman-591576_640Il dolore è la forma di sofferenza che opprime quasi chiunque soffra di una malattia o una condizione clinicamente significativa. Nelle forme dolorose croniche, in particolare, la sofferenza fisica e psicologica diventa continua, rendendo la vita assai difficoltosa e limitata. Il dolore occupa uno spazio nell’esistenza di quella persona, rubandone ad attività, relazioni, interessi. Si tratta di una delle principali cause di sofferenza e disabilità, infatti il dolore cronico affligge moltissime persone (quasi il 20% della popolazione) [1] e la maggior parte delle persone anziane (circa il 60%) [2].

La terapia del dolore può essere impostata e gestita nei modi più svariati, a seconda del quadro clinico sottostante, delle caratteristiche della persona, delle componenti che ne determinano l’esperienza, e delle preferenze di medici e pazienti. Le varie possibilità in genere non si escludono le une alle altre, ma al contrario possono essere utilizzate in maniera sinergica per ottenere effetti più significativi.

Vediamo di seguito alcune tecniche terapeutiche utilizzabili nel dolore acuto e cronico (non tratterò tecniche specifiche).

FARMACI

Tipicamente vengono utilizzati farmaci, in sequenza e/o associazione, che vanno dal paracetamolo, ai FANS (farmaci antinfiammatori non-steroidei), agli oppioidi minori, fino agli oppioidi maggiori, che sono i più potenti in assoluto.

Bisogna considerare che questo tipo di trattamento spesso non è risolutivo, determina una riduzione del dolore, ma non porta a miglioramento della patologia che lo ha generato. Inoltre gli oppioidi vanno incontro a tolleranza, per cui sono necessarie dosi progressivamente superiori per ottenere lo stesso effetto (salvo quando lo stato doloroso è in spontaneo miglioramento, come dopo un trauma o un intervento chirurgico). Tutti i farmaci possono avere effetti collaterali, soprattutto se utilizzati a lungo.

AGOPUNTURA

L’agopuntura è una terapia con evidenza di qualità alta in: dolore lombare, cervicale, al ginocchio, oncologico, da travaglio di parto. Ha un’evidenza di qualità moderata in: dolore alla spalla, epicondilite, dolore dell’anca, dolore postoperatorio, fibromialgia. [3]

In generale non ha effetti collaterali e tende a vedere l’individuo nella sua interezza piuttosto che curare il sintomo o la malattia.

PRATICHE MEDITATIVE

Il dolore affligge tutta la persona ed è largamente influenzato dall’esperienza e dall’interpretazione che ne fa il soggetto che lo prova. Per questo trovare altri modi per vivere il rapporto col corpo e con le sue sensazioni (compreso il dolore) può condurre al miglioramento della qualità della vita, anche in corso di malattie croniche.

La mindfulness è una pratica meditativa che determina ottimi risultati nella riduzione del dolore acuto e cronico, anche nei casi in cui la risposta agli oppioidi è ridotta da un uso prolungato. In  questo caso, infatti, uno studio scientifico ha dimostrato che l’effetto analgesico non è dovuto all’attivazione del sistema oppioide presente nel nostro sistema nervoso centrale [4].

Per approfondire puoi leggere l’articolo del 16 marzo 2016 su Le Scienze dal titolo “Il sollievo dal dolore che viene dalla meditazione” [5].

In realtà l’attività meditativa può anche determinare rilascio di oppioidi endogeni (endorfine), quindi essenzialmente si è dimostrato che agisce anche in modi diversi. Le endorfine, oltre all’effetto analgesico, portano ad una sensazione di euforia e leggerezza, che riduce le preoccupazioni e l’ansia. [6]

La pratica meditativa ha molti altri effetti positivi sulla persona, per approfondire vedi gli altri articoli su questo sito. [7]

ATTIVITA’ FISICA

Siamo esseri fatti per muoverci, la sedentarietà è fortemente lesiva per il metabolismo, l’apparato cardiovascolare, la memoria, e tante altre funzioni fisiologiche. L’attività fisica, soprattutto eseguita all’aperto, è fonte di benessere per tutta la persona.

Un’attività fisica moderata è indicata per tutti e ha un effetto positivo sul controllo del dolore. Chi è affetto da dolore cronico tende a muoversi poco, per la paura e la percezione del fastidio associato al movimento, ma è ben provato che il movimento e un’attività fisica adeguata determinano miglioramento del dolore stesso. [2]

IN CONLUSIONE

Chi soffre di dolore cronico, fa uso terapeutico di oppioidi e non ottiene più sufficiente controllo del dolore, oppure preferisce non utilizzarli per scelta, ha altre armi per cercare di ottenere una migliore qualità della vita.

BIBLIOGRAFIA

  1. Macfarlane, Gary J., The epidemiology of chronic pain. PAIN. 157(12):2877, December 2016.
  2. Naugle, Kelly M. et al., Reduced Modulation of Pain in Older Adults After Isometric and Aerobic Exercise, The Journal of Pain , Volume 17 , Issue 6 , 719 – 728
  3. PNEI NEWS n. 4-5 2015, p. 13
  4. Fadel Zeidan et al, Mindfulness Meditation-Based Pain Relief Employs Different Neural Mechanisms Than Placebo and Sham Mindfulness Meditation-Induced Analgesia, Journal of Neuroscience 18 November 2015, 35 (46) 15307-15325; DOI: 10.1523/JNEUROSCI.2542-15.2015
  5. http://www.lescienze.it/news/2016/03/16/news/meditazione_mindfulness_dolore_opioidi-3017066/
  6. N. F. Montecucco, Psicosomatica PNEI, disponibile su www.psicosomaticapnei.com
  7. Praticare la consapevolezza (mindfulness) per un benessere globale