Rimozioni

2000px-Italian_traffic_signs_-_rimozione_forzata.svgNella rimozione di un auto da parte del carro attrezzi la vettura sembra non essere più presente, in realtà è solo stata spostata in un luogo che non conosciamo, dove non la vediamo. Allo stesso modo i meccanismi di difesa psicosomatica spostano i vissuti nel nostro inconscio e non ci fanno sentire le sensazioni corporee ad essi associati.

Registriamo tutto ciò che viviamo, lo elaboriamo più o meno efficacemente, ne traiamo insegnamento e ne siamo condizionati. Eppure spesso non ricordiamo ciò che ci è successo, non ne sentiamo i condizionamenti e nemmeno le emozioni associate. Talvolta non sentiamo le emozioni mentre ci succede qualcosa che ci dovrebbe toccare nel profondo.

Il processo di rimozione ci consente di allontanare dalla coscienza dei vissuti spiacevoli, al fine di non sentirne il peso e di non viverne continuamente le emozioni associate. In realtà i vissuti restano in uno spazio inconscio di noi stessi, e si manifestano all’esterno attraverso il corpo. Ad esempio la postura di una persona, le sue espressioni, i suoi sintomi, il suo modo di respirare, le sue modalità espressive, la temperatura e il colore della sua pelle nelle varie zone corporee, sono segni esteriori delle sue esperienze passate, che si sono condensate nel suo carattere, nella sua personalità, e nel suo funzionamento psicosomatico. Esistono anche segni interni che il medico può valutare attraverso l’esame obiettivo corporeo, esami di laboratorio, o esami strumentali. Queste manifestazioni possono essere chiamate anche blocchi psicosomatici.

E’ solo psicologia? No, anche le manifestazioni corporee dei blocchi psicosomatici possono essere rimossi. Si tratta di un livello più profondo di rimozione, che mette maggiormente a rischio la nostra salute, perché perdiamo completamente la percezione di ciò che ci sta accadendo.

Entrando in uno stato di consapevolezza più profondo possiamo tornare in contatto con i vissuti rimossi. Questa pratica consente di far riemergere ricordi, emozioni e sensazioni, di rielaborarli, di dar loro nuovo significato in base al vissuto presente, e di farli tornare nella memoria liberati del loro valore emotivo. In questo modo, oltre a prendere consapevolezza di quanto quel ricordo potesse influenzarci, comprendiamo meglio anche il nostro funzionamento psicosomatico.

In realtà non si tratta di soli vissuti negativi o dolorosi. Alcune persone tendono a “dimenticarsi” (o a non vivere pienamente) anche le esperienze positive, come quelle legate alla gioia o al piacere di esistere. Riuscire a riprendere contatto con queste esperienze è una delle modalità per iniziare a vivere più positivamente.

Prendere consapevolezza di questi blocchi è il primo passo per superarli e dirigerci verso una salute più prospera e piena!


Vedi anche: Blocchi psicosomatici