Dove risiede la coscienza?

PertCandace

E’ opinione comune, ma anche di molti studiosi, che la coscienza risieda nel cervello. Certo, sappiamo che la funzionalità di quest’organo è essenziale per essere coscienti, ma avviene tutto esclusivamente dentro alla scatola cranica?

Candace Pert, neuroscienziata e farmacologa statunitense che ha dimostrato l’esistenza dei recettori per gli oppioidi, il sito di legame cellulare per le endorfine nel cervello, in seguito ai suoi studi su neurotrasmettitori ed emozioni ha dichiarato:

Io non posso più fare una rigorosa distinzione tra cervello e corpo […] i dati delle ricerche […] indicano che è necessario intraprendere uno studio dei modi in cui la coscienza può essere proiettata nelle differenti parti del corpo.

Vedi: Candace Pert, Molecole di emozioni, Tea Libri, 2007.

[fonte foto: http://likesuccess.com/author/candace-pert]

Commenti

  1. Si, ma non capisco il significato di questa affermazione. Come fa la coscienza ad essere proiettata nelle varie parti del corpo? Io mi sento cosciente perché sono sveglio, penso e capisco quello che mi succede…

  2. Caro Giulio, grazie per il commento. Il discorso non è dei più semplici e intendo approfondirlo in prossimi post che scriverò. Intanto possiamo prendere in considerazione il fatto che la coscienza non è un’attività puramente cerebrale (cioè dipendente solo dal cervello), ma qualcosa che va ben oltre e include anche il nostro essere un corpo fisico, energetico e spirituale. Se ci consideriamo delle “menti abitanti un corpo”, ovvero una sorta di computer che comandano un organismo-macchina, limitiamo fortemente la nostra esistenza e la percezione del nostro “essere umani”.
    Esiste una coscienza di base, istintiva, che ci consente di rappresentarci come una unità. Questo tipo di coscienza è presente anche negli animali e in esseri più semplici. L’uomo ha invece la consapevolezza di essere cosciente (o autocoscienza), il che lo rende anche molto più autodeterminato.
    Purtroppo, nella nostra cultura, non siamo abituati a pensarci come esseri unitari. Abbiamo separato la mente dal corpo, e frammentato le loro parti in conscio, subconscio, organi, sistemi, ecc.
    Il percorso di ricerca di una unità psicosomatica consente di recuperare questa consapevolezza e di scoprire chi siamo veramente, arrivando anche ad una coscienza più estesa rispetto a quella puramente mentale.

  3. Ok, però faccio fatica a capire coma la coscienza non sia un’attività puramente mentale. Comunque grazie

  4. Siamo abituati ad utilizzare le nostre facoltà mentali più razionali e a fare affidamento solo su queste. Viviamo “nella testa”. Questo è un ottimo modo per controllare il territorio quando viene minacciato, ma è anche uno stato di scarso ascolto di sé. Essere pienamente consapevoli significa ascoltare anche la nostra parte più intuitiva ed emozionale, che si manifesta molto attraverso il corpo.
    Ho appena pubblicato un post sulla consapevolezza, spero possa essere di aiuto, resto comunque a disposizione.
    Grazie a te per la preziosa partecipazione!

  5. Bello… ma un po’ difficile da capire… 😉 Però è vero che il corpo esprime tanto di noi…